Il futuro dei nostri risparmi

Tra eredità, successioni e lasciti testamentari

Allo stato attuale, il patrimonio delle famiglie italiane è così composto:

– 5.246 miliardi in Immobili (che, oltre alle abitazioni di proprietà, include gli investimenti nel mattone, di cui abbiamo parlato in questi precedenti articoli di Insights;
– 4.374 miliardi in Denaro (1,5 miliardi in conti correnti, investimenti presso Banche e SGR, conti deposito e titoli di stato).

Sembrerebbe un discreto gruzzoletto, non trovate?

Tuttavia, secondo l’Istat, nel 2020 l’ammontare del debito pubblico italiano si aggira intorno ai 2.361 miliardi di euro. Nell’eventualità in cui lo Stato avesse bisogno di “fondi”, dove altro potrebbe attingere, se non dal patrimonio dei contribuenti?

Qualche anno fa, ad esempio, il Governo Renzi presentò una proposta per modificare la tassa sulle successioni.
La ragione principale è che le successioni sono attualmente un “bacino di fondi” ancora poco sfruttato dal regime di tassazione italiano.

Sapevate che l’Italia, paese notoriamente vessato dalle tasse a destra e a manca, è un paradiso fiscale per le successioni?

Attualmente la successione prevede una franchigia di 1 milione di euro a erede, mentre per la parte eccedente si parla del 4% di aliquota: questa tassazione vale su tutto il patrimonio, da sommare al 3% del valore catastale per quanto riguarda invece gli Immobili.
Pensate che sia già tanto? Per quanto riguarda i costi di successione, in Europa siamo tra i più fortunati!

Ecco infatti cosa succede a ad alcuni nostri vicini:

In Spagna non vige franchigia: l’aliquota a seconda dell’erede va dal 7 al 34%;
In Inghilterra il coniuge non paga tassazione, mentre i parenti in linea retta (cioè i figli) si parla di una franchigia di 325.000 sterline, con un’aliquota del 40%;
In Francia gli eredi in linea retta hanno una franchigia di 100.000 euro, con l’aliquota tra il 5 ed il 40%.

Tuttavia, la nostra “rosea” situazione attuale sul tema potrebbe cambiare, come dimostra la proposta di legge del 2016, riassunta in questa tabella:

Soprattutto in periodi di difficoltà come questi è necessario rivolgere il pensiero al futuro, prendendo in considerazione i possibili cambiamenti legislativi e fiscali che lo Stato potrebbe comprensibilmente mettere in atto per affrontare una situazione di crisi. Per un po’ c’è stato persino lo spauracchio di una sorta di patrimoniale sui redditi oltre gli 80mila euro… ma d’altra parte, si parla di cambiare la tassa di successione da oltre 8 anni!

Anche se la maggior parte di noi preferirebbe non doverci pensare, la pianificazione generazionale o successoria resta un tema fondamentale, anche per chi ha grossi patrimoni. Certo, magari chi ha più disponibilità può permettersi di “pagare”. D’altro canto, se avete scelto di accentrare i vostri risparmi in immobili, è necessario considerare che chi erediterà dovrà pagare successione e la tassazione sul valore catastale.

Consideriamo ad esempio che per la vendita di un immobile ci vogliono in media 45 giorni, mentre per la vendita di un fondo ce ne vogliono circa 5, o ancor meno se è disponibile liquidità sul conto.

Per questo, pensare oggi alla vostra eredità e successione costituisce una pianificazione importante, che avrà un forte impatto sul futuro dei vostri eredi. Vi consiglio infatti di affrontare l’argomento con il vostro consulente finanziario o il vostro avvocato: un buon punto di partenza è sempre il testamento olografo, ovvero il documento contenente le vostre disposizioni e scritto di vostro pugno.

Vi starete forse chiedendo perché mi sia messo a parlarvi di successioni e testamenti proprio adesso.

In primis, fare testamento è sempre importante: è la nostra possibilità di esprimere le nostre volontà e assicurarsi che vengano rispettate, tutelando la nostra famiglia e i nostri interessi.

Nel testamento dovremo sempre indicare in maniera chiara e univoca:

  • L’elenco esaustivo dei beni;
  • I beneficiari e le quote destinate ad ognuno;
  • Gli eventuali debiti;
  • Se non è il primo, va esplicitato che revoca i precedenti.

Facendo testamento, olografo o pubblico che sia, avremo la certezza di destinare i nostri beni e i nostri risparmi a chi vogliamo, alle persone care e, se vorremo, anche alle associazioni benefiche che abbiamo a cuore, attraverso i lasciti in testamento.

Il lascito consente di destinare parte dei propri averi alle Onlus di preferenza. Anche il lascito di una piccola percentuale di patrimonio costituisce sempre un enorme beneficio economico per gli enti destinatari: chi ha eredi diretti può decidere di lasciare fino ad un massimo del 25% dei propri averi alle associazioni benefiche che preferisce. Le disposizioni testamentarie a favore di Onlus sono inoltre esenti da qualunque imposta, quindi tutto il valore del lascito sarà interamente devoluto secondo le volontà del testatore, senza oneri fiscali o tasse.

Le somme raccolte tramite i lasciti testamentari sono ciò che consente alle organizzazioni benefiche di far fronte alle emergenze e agli eventi particolari, spesso causa di una minore disponibilità di risorse economiche per le Onlus, come in questo caso l’epidemia di Coronavirus.

Ritengo importante infatti sottolineare la possibilità del lascito in testamento proprio adesso, dato che questi momenti di difficoltà si rivelano particolarmente ardui sugli enti benefici, come ad esempio CasaOz, la Onlus che si occupa di ospitare e intrattenere bambini malati e famiglie in stato di necessità, con cui ho il piacere di collaborare da tempo.

I lasciti alle Onlus equivalgono a un dono nel nostro testamento:

permetteranno ai nostri risparmi di continuare a fornire un aiuto costante alle associazioni e attività che abbiamo sostenuto in vita, anche quando non ci saremo più noi a farlo di persona.

Se vorrete approfondire l’argomento, resto come sempre a vostra disposizione.

Inoltre, anche le Onlus che sostenete sapranno sicuramente darvi maggiori indicazioni in merito alle modalità di lascito testamentario a loro favore: ad esempio, qui trovate la pagina dedicata sul sito CasaOz.

One Trackback:

[…] Se lo stato volesse andare a colpire i contribuenti non c’è strumento di “contrattacco” che tenga. Per tutelarsi al meglio, la regola da rispettare è sempre quella della diversificazione e del buonsenso. Sconsiglio sempre di tenere troppa liquidità sul conto corrente, dati i rischi dei tassi negativi già ribaltati sui conti correnti e del rischio Bail-in per le eccedenze oltre i 100.000 euro. Per quanto riguarda gli immobili nello specifico, un rischio importante potrebbe essere una modifica sulla tassa delle successioni, come ho esaminato nel mio articolo dedicato alla gestione di eredità, testamenti e successioni. […]

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