“Da TikTok a Wall Street”, investire in borsa può essere un “gioco”?

Non è mai troppo presto per investire. Questo è lo slogan usato da molti siti web, soprattutto anglosassoni, per convincere giovani ad avvicinarsi al mondo degli investimenti, della Borsa e del risparmio. Un’esperienza virtuosa se fatta avendo alle spalle una buona base di conoscenze finanziarie. Ma se invece manca il necessario livello di preparazione, di educazione ai mercati e agli investimenti, queste piattaforme digitali si trasformano in bombe a orologeria per ragazzi impreparati, convinti che investire sia come giocare a Candy Crash.

Piattaforme come TikTok, Instagram, Facebook, YouTube e molte altre ancora stanno diventando il parterre di Borsa preferito da pseudo guru dei mercati, influencer finanziari, per dare ai loro follower, giovani e meno, dritte su come guadagnare, su quale titolo “puntare” e come affrontare il mercato. Oggi il tag #investing di TikTok ha raggiunto 700 milioni di visualizzazioni. Più di un terzo della piattaforma di trading Robinhood ha un’età compresa tra i 25 ed i 34 anni e a marzo di quest’anno poteva contare su 3 milioni di nuovi account, persone che non avevano mai fatto trading prima, in vita loro.

Durante il lockdown della scorsa primavera è stato registrato il boom dei servizi di gioco d’azzardo online e dell’home entertainment, segmenti legati spesso a doppio filo con canali di investimento online. Ma giocare con i soldi veri è molto pericoloso. In molti si sono scottati e c’è stato anche chi ha pensato di aver perso i risparmi dei propri genitori e purtroppo si è tolto la vita: come Alex Kearns, un ragazzo di vent’anni dell’Università del Nebraska, che si è suicidato credendo erroneamente di aver perso 750 mila dollari su una scommessa in opzioni attraverso la piattaforma Robinhood. In realtà era solo una perdita potenziale, ma lui non lo sapeva. Un triste episodio che deve far riflettere sulla necessità di dare urgenza, sin dalle scuole primarie e secondarie, la giusta educazione finanziaria ai nostri ragazzi, per evitare che la Borsa venga sempre più vista come un nuovo video game.

L’educazione (dal verbo latino educĕre (cioè «trarre fuori, “tirar fuori” o “tirar fuori ciò che sta dentro”), derivante dall’unione di ē- (“da, fuori da”) e dūcĕre (“condurre”)., secondo altri deriverebbe dal verbo latino educare (“trarre fuori, allevare”).) Bene, quando si parla di Educazione Finanziaria bisognerebbe quindi forse “trarre” fuori tutti i dubbi sin dalla tenera età ed imparare non solo a leggere e scrivere, ma dovremmo capire tutti a gestire la nostra impresa finanziaria: entrate, uscite e risparmio.

Fonte: Il Sole 24 Ore, inserto Plus “Risparmio Hi-Tech”, Giovedì 29 ottobre 2020

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