EMERGENZA AMBIENTE

3,1 sono i centimetri di innalzamento delle acque in 10 anni..

9.625 sono le gigatonnellate sciolte, che equivalgono ad uno strato di ghiaccio di 3,5 cm che ricopre l’intera Italia (*Una gigatonellata equivale a un miliardo di tonnellate).

La battaglia per la difesa del clima segna pericolosamente il passo mentre cresce la sensibilità sul tema dell’opinione pubblica mondiale. Ciò pone la necessità di scelte talmente innovatrici da poter fare davvero la differenza: da una nuova architettura internazionale, a un coinvolgimento di maggiore impatto delle grandi aziende delle democrazie avanzate, divenute negli ultimi decenni più ricettive sulle questioni relative alla tutela della salute dell’ambiente.

Il principale specchio quindi, per visualizzare gli effetti dei cambiamenti climatici è senza dubbio lo scioglimento dei ghiacci, un fenomeno che, nel periodo 2015 e 2018, è stato ogni anno superiore per ammontare all’anno precedente. Per capire quanto sia importante, basti dire che nel 2018, nel caso dell’Antartico, i livelli di spessore del ghiaccio sono scesi sotto i più bassi mai registrati, in contrasto con tutte le rilevazioni fatte dal 1981, o che l’ammontare di ghiaccio perso ogni anno dalla calotta antartica che ricopre parte della Groenlandia. L’accelerazione del fenomeno coincide con l’inizio del Millennio. Altro tema centrale è il riscaldamento degli oceani: più del 90% dell’aumento della temperatura dei grandi bacini è stato causato dai cambiamenti climatici. Il 2018 ha registrato il maggior aumento di calore nella colonna di mare superiore ai 700 metri di profondità. Gli oceani assorbono in genere il 30% delle emissioni di CO2, quindi di fatto contribuiscono a diminuire il riscaldamento globale. Tutto ciò ha un un costo ecologico enorme per la sopravvivenza degli oceani stessi, perché assorbire la CO2 incide pesantemente sulla vita delle profondità marine, soprattutto contribuendo all’acidificazione delle acque.

L’impatto sulla sicurezza degli abitanti della Terra è diretto: oltre il 90% dei disastri naturali registrati negli ultimi anni è dovuto a eventi che hanno a che vedere con l’acqua. Sappiamo inoltre che, l’acqua è la fonte di vita. Ma può anche essere una fonte di diversificazione del portafoglio. Suona strano, lo sappiamo, ma ricordate: come l’oro e il petrolio, l’acqua è una merce – e al giorno d’oggi è piuttosto scarsa. Così, come con qualsiasi altra scarsità, la carenza di acqua crea opportunità di investimento. Circa il 70% della superficie terrestre è coperta d’acqua, ma il 97% è acqua salata, non adatta all’uso umano. L’acqua salata non può essere utilizzata per l’acqua potabile, per l’irrigazione delle colture o per la maggior parte degli usi industriali. Del restante 3% delle risorse idriche mondiali, solo l’1% circa è prontamente disponibile per il consumo umano…

Indici
Ecco alcuni degli indici più popolari progettati per monitorare varie opportunità di investimento legate all’acqua:
Il Dow Jones U.S. Water Index è composto da circa 29 azioni; si tratta di un barometro costituito da un gran numero di società internazionali e nazionali che sono affiliati con il business dell’acqua e hanno una capitalizzazione di mercato minima di $ 150 milioni.

ISE-B&S Water Index è stato lanciato nel gennaio 2006 e questo indice rappresenta la distribuzione dell’acqua, la filtrazione dell’acqua, la tecnologia di flusso e altre aziende specializzate in soluzioni legate all’acqua. 
L’indice S&P 1500 Water Utilities è un settore sottostante dello Standard & Poor’s 1500 Utilities Index; questo indice è composto da due sole società.

Insomma, se poi pensate che alcuni dei più grandi Investitori e Imprenditori Americani stanno investendo cospicue parti dei loro asset proprio su tale risorsa fondamentale, forse le opportunità di investimento sono davvero molte, e forse aumenteranno. Vi cito alcune importanti realtà mondiali che stanno già investendo sul settore:

  • La Banca svizzera Pictet (colosso da oltre 500 miliardi di masse) ha fondato un fondo chiamato WATER circa 15 anni fa e che ora raccoglie circa 3,1 miliardi in gestione, con una performance del 215% (in euro).
  • Il colosso Americano dell’AM, Fidelity, ha lanciato in Italia nel 2016 il fondo Water&Waste, con circa 2 miliardi di masse in gestione ed una performance in euro del +24%.
  • Casa Azimut ha lanciato un fondo Az Equity Global ESG (dove molte delle principali posizioni sono sul tema dell’acqua, dei rifiuti (waste managament) e dell’attenzione verso l’ambiente circostante, con masse importanti ed una performance a due anni di oltre il 20%.

Insomma, le opportunità sono diverse. Voi pensate che investire sul clima oltre che un dovere sia anche un’opportunità oppure nulla di tutto ciò?

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